Depositate le motivazioni della sentenza. Oltre che della latitanza di Giuseppe Mancuso, il processo si è occupato del tentativo di far desistere il rampollo del clan – parte civile contro i familiari – dalla collaborazione con la giustizia
Il collaboratore di giustizia scrive anche al Garante per l’infanzia lamentando un sistema e servizi sociali che non funzionano, non tutelano la minore (affidata alla madre condannata) e parla di “complotto” per farlo recedere dalla collaborazione
Tre le assoluzioni. Regge solo parzialmente l’inchiesta della Dda di Catanzaro. Oltre che della latitanza di Giuseppe Mancuso, il processo si è occupato del tentativo di far desistere il rampollo del clan – parte civile contro i familiari – dalla collaborazione con la giustizia
Dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia, il pm della Dda di Catanzaro Andrea Buzzelli ha anche chiesto due assoluzioni. Oltre che sulla latitanza di Giuseppe Mancuso, gli imputati sono accusati di aver tentato di far desistere il rampollo del clan – ora parte civile contro i familiari – a collaborare con la giustizia
Arriva a ben tre anni dalla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura la decisione del gup per sette imputati accusati di aver spacciato marijuana. L’inchiesta è nata dalle dichiarazioni di Emanuele Mancuso
Il collaboratore di giustizia ascoltato in Corte d’Assise a Catanzaro dove è in corso il processo per l’omicidio del biologo ed il grave ferimento del padre. I contrasti per i terreni e le imposizioni del clan
L’inchiesta della polizia e della Dda di Catanzaro è nata anche grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso. In due escono definitivamente di scena
La riunione convocata da Luigi Mancuso, i bigliettini dal carcere all’esterno nelle bottiglie dell’acqua, i narcotrafficanti albanesi alla sagra di Spilinga, la pistola puntata da Fiorillo alla testa di un Mancuso, i timori per nuove collaborazioni e la vergogna dei Mancuso per il lavoro
Il collaboratore di giustizia tira in ballo anche ex amministratori comunali e svela l’interesse di Luigi Mancuso a non disturbare gli affari dell’altro ramo della famiglia
L’operazione Anteo prende le mosse anche dalle dichiarazioni del collaboratore Emanuele Mancuso. Da Capistrano a Chiaravalle sino a Pizzo, ecco le singole contestazioni
Le inedite dichiarazioni del collaboratore di giustizia agli atti dell’inchiesta “Petrol Mafie”. L’interesse per gli idrocarburi e la droga, i fedelissimi del boss e lo scontro con i familiari e Giuseppe Accorinti
Rinascita Scott: il collaboratore di giustizia e la cocaina sniffata anche con alcuni avvocati. Le divisioni nella cosca, i rapporti con il padre e con lo zio Luigi e il dominio mafioso su larga parte del Vibonese
Nel corso del processo Rinascita Scott, il collaboratore ha anche parlato del ruolo di Spasari nella cooperativa che gestiva i migranti a Joppolo e poi del controllo dei Lo Bianco sull’ospedale di Vibo
Il collaboratore non risparmia ex amministratrori di Nicotera ed un consigliere comunale di Capistrano. La latitanza a casa del prete, i file con le dichiarazioni di Furfaro e Mantella asportati dai pc dei militari dell’Arma, e la ferocia del clan Accorinti
Il collaboratore svela i retroscena dei danneggiamenti, i collegamenti del padre con agenti della penitenziaria e il legame dello zio Luigi con il dentista Agostino Redi. Il telefonino in carcere, le latitanze “dorate” fra Nicotera e Joppolo e le dichiarazioni su un carabiniere
Il collaboratore, nel corso del maxiprocesso, ha chiamato in causa l’allora primo cittadino Salvatore Reggio che sarebbe stato rimproverato da Pantaleone Mancuso (“l’Ingegnere”) per le dichiarazioni rilasciate dopo il ferimento di Giovanni Rizzo e della madre
I racconti del collaboratore anche sullo scontro con i Barbieri di Cessaniti, la rissa al Punta Cana e la convocazione di una riunione da parte di Luigi Mancuso. Il ruolo di Totò Prenesti e i contrasti all’interno della famiglia di Limbadi e Nicotera
Il bastone del comando a Nicotera, Joppolo, Ricadi e Vibo Valentia. Agenti della polizia penitenziaria al soldo del padre del collaboratore e la condanna a morte per Domenic Signoretta
La bomba al negozio Splendidi e Splendenti, i rapporti del casato di Limbadi con i Pesce, i Bellocco ed i De Stefano, i summit, le liti in famiglia, il ruolo dei Gallone e dei Rizzo
I contrasti con i Soriano di Filandari, le promesse non mantenute da Luigi Mancuso, il progettato omicidio di Scarpuni e le riunioni fra i vari rami della famiglia
Sentenza con rito abbreviato per il favoreggiamento nei confronti di Giuseppe Mancuso e i tentativi di far interrompere la collaborazione con la giustizia da parte del figlio del boss Pantaleone Mancuso
Il collaboratore di giustizia torna sulla questione che riguarda la propria bambina: «La macchina della giustizia si è mossa solo dopo le mie sollecitazioni mediatiche»
Il presidente del Tm aveva replicato alla lettera del collaboratore di giustizia sostenendo che la piccola si trovava in una località protetta. Ma il rampollo del clan di Limbadi annuncia di rivolgersi al Csm