Prima dichiarazioni spontanee e missive alla Dda e a Vincenzo Chindamo, ora invece ha deciso di non contribuire al dibattimento. Aveva anche chiesto di incontrare il pubblico ministero ma non in aula
L’avviso di garanzia, per accertamenti irripetibili, è stato notificato a quattro parenti acquisiti dell’imprenditrice scomparsa nel 2016, due operai e un dipendente della stessa vittima. Si riparte da tre automobili, una cintura spezzata, una fresa, due mozziconi di sigaretta e un paio di scarpe
Domenico Lombardo doveva effettuare un intervento agricolo nella proprietà dell’imprenditrice ma sostiene di essersi fermato lungo il tragitto per parlare «20 minuti» con il proprietario di un altro appezzamento che però in aula ha negato la circostanza: «Solo un breve saluto di circostanza»
Sentito nel processo Domenico Lombardo, l’operaio che doveva incontrare l’imprenditrice il giorno in cui è scomparsa: «Sono arrivato con 20 minuti di ritardo perché ho incontrato una persona»
In aula l’elettricista che è intervenuto sull’impianto di videosorveglianza installato dall’imputato. Chiamato dai carabinieri il giorno della sparizione riscontro l’hard disk
VIDEO – In località Montalto di Limbadi presenti scuole, comitati e rappresentanti dello Stato. La presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo: «La sua storia continua a parlare alle coscienze»»
La crisi coniugale e la frequentazione nel 2014 con l’ispettore Giovanni Tagliafierro. L’sms ignorato il giorno del suicidio del marito Ferdinando Punturiero. I sospetti di lui e il registratore nello studio della moglie
Vincenzo ha riferito che la mattina del 6 maggio 2016, mentre i militari dell’Arma cercavano di visionare i filmati, l’imputato appariva inquieto. Le domande degli avvocati difensori sul suicidio del marito dell’imprenditrice scomparsa 10 anni fa
Durante la testimonianza in aula emergono gli attriti tra Maria e il suocero Vincenzino Punturiero. Quando il figlio si uccise «non la volevano al funerale e tolsero il suo nome dai manifesti mortuari»
Durante le sei ore di udienza ha riferito i dettagli sulla scomparsa dell’imprenditrice di Laureana di Borrello che gli raccontarono un operaio e il suo compagno di cella
Prima della deposizione in Corte d’assise come testimone, Vincenzo ha ripercorso dolore, attese e responsabilità ancora irrisolte dell’omicidio dell’imprenditrice di Laureana di Borrello : «C’è un solo imputato, mancano mandanti ed esecutori. La sua morte merita verità e dignità»
Il pentito è stato sentito davanti alla Corte d’Assise sulla scomparsa dell’imprenditrice di Laureana di Borrello e sull’uccisione di Angelo Antonio Corigliano facendo rivelazioni considerate inedite