La famiglia slovena in vacanza nel Vibonese ha riportato bruciature di secondo e terzo grado su oltre il 30% del corpo. Tutti e tre i pazienti sono stati intubati. Mobilitata anche l’Aeronautica militare per i trasferimenti. La Procura sequestra la struttura
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Restano gravissime le condizioni della bambina di 10 anni e dei suoi genitori rimasti feriti nella violenta esplosione che ieri sera ha devastato parte di un bed and breakfast alla periferia est di Mileto. I tre componenti della famiglia, di nazionalità slovena in vacanza nel Vibonese, sono stati trasferiti nella notte in altrettanti centri specializzati: la piccola a Bari, il padre, 48 anni, a Palermo e la madre, 44 anni, a Catania. Tutti hanno riportato ustioni di secondo e terzo grado estese su oltre il 30% della superficie corporea e sono ricoverati, intubati, in prognosi riservata.
La deflagrazione si è verificata tra le 20.30 e le 20.40 all’interno del B&B Villa Mary, nella zona orientale della cittadina, nei pressi dell’imbocco della strada provinciale che conduce verso Dinami e il Parco archeologico. La famiglia si trovava nell’alloggio e, secondo una prima ricostruzione, si stava apprestando a cenare quando si è verificata l’esplosione. Nelle prime concitate fasi dei soccorsi alcuni ospiti sarebbero stati visti gettarsi in piscina con i vestiti in fiamme.
La corsa contro il tempo per trasferire i feriti
Subito dopo l’esplosione si è messa in moto una complessa macchina dei soccorsi. Tre ambulanze del 118 hanno raggiunto la struttura, prestando le prime cure ai feriti, successivamente condotti al Pronto soccorso di Vibo Valentia. Da qui è stata organizzata la delicata operazione per il trasferimento verso strutture in grado di trattare le gravi ustioni riportate.
I tre pazienti sono stati quindi portati all’aeroporto di Lamezia Terme, dove sono stati predisposti tre diversi voli. A coordinare le operazioni è stato il direttore del Pronto soccorso di Vibo Valentia, Enzo Natale. Per uno dei trasferimenti è stato necessario anche l’intervento del viceprefetto Antonio Crisafulli, che ha interessato il Ministero della Difesa ottenendo la disponibilità di un velivolo dell’Aeronautica militare. Gli altri due collegamenti aerei sono stati garantiti dal 118 della Calabria e dal 118 della Sicilia.
B&B sequestrato, indaga la Procura

L’esplosione ha provocato seri danni anche all’edificio. La deflagrazione ha interessato il solaio dei locali, causando il distacco delle pignatte e il crollo di una parete in cartongesso. Subito dopo si è inoltre sviluppato un incendio, domato dai vigili del fuoco.
Sul posto sono intervenute due squadre dalla sede centrale dei Vigili del fuoco di Vibo Valentia, una squadra del distaccamento di Ricadi, il funzionario di servizio e un’autobotte. Già nelle prime ore successive allo scoppio erano arrivati anche carabinieri, polizia locale e mezzi di soccorso.
Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che ha incaricato carabinieri e vigili del fuoco di ricostruire con esattezza la dinamica e individuare l’origine della deflagrazione. L’intera struttura ricettiva è stata posta sotto sequestro, in modo da consentire gli accertamenti tecnici mantenendo inalterato lo stato dei luoghi.
Tra gli elementi sui quali saranno concentrate le verifiche ci sono la bombola di gas, l’impianto e le condizioni di sicurezza dell’alloggio. Nelle prime ore l’esplosione era stata ricondotta proprio a una bombola presente nella struttura, ma saranno gli approfondimenti investigativi a stabilire con certezza cosa abbia provocato lo scoppio.
Intanto l’attenzione resta tutta sulle condizioni della bambina e dei suoi genitori, trasportati a centinaia di chilometri di distanza da Mileto per ricevere cure altamente specialistiche. Per tutti e tre la prognosi resta riservata.


