«Per l’amore e per la fede torni sempre al tuo paese», canta Serena Brancale nel fortunato brano utilizzato in questo inizio d’estate per lo spot di una casa automobilistica. Una frase che sembra cucita addosso a Giuseppe Zeno, attore tra i volti più amati della fiction italiana, che con Vibo Marina continua a conservare un legame profondo, fatto di radici familiari, ricordi d’infanzia e ritorni appena gli impegni glielo consentono.

Dal mare al palcoscenico

Da piccolo, a Vibo Marina, dove ha vissuto fino all’età di 18 anni, accompagnava il padre al lavoro e proprio in quegli anni ebbe modo di conoscere la voce del mare e le difficoltà del sacrificio. Dopo la scuola media, frequentata nella frazione costiera vibonese, si iscrisse all’Istituto Nautico di Pizzo, dove conseguì il diploma di capitano di lungo corso. Ma il sogno del giovane Zeno non era il mare, bensì il palcoscenico. Per questo iniziò a frequentare l’Accademia d’arte drammatica della Calabria, a Palmi, avviando un percorso che lo avrebbe portato dalla formazione teatrale alla televisione, dal cinema alle grandi produzioni Rai e Mediaset.

I ruoli che lo hanno portato al grande pubblico

Il suo talento lo porta a farsi notare presto. Dopo il teatro e la gavetta, arrivano i primi ruoli in televisione e poi una popolarità crescente. Tra i lavori che hanno contribuito a farlo conoscere al grande pubblico ci sono “Gente di mare”, “L’onore e il rispetto”, “Il paradiso delle signore”, “Scomparsa”, “Mentre ero via”, “Tutto può succedere”, “Mina Settembre”, dove interpreta Domenico Gambardella accanto a Serena Rossi, “Storia di una famiglia perbene”, “Luce dei tuoi occhi” e soprattutto “Blanca”, serie Rai in cui veste i panni dell’ispettore Michele Liguori al fianco di Maria Chiara Giannetta.

Al cinema ha preso parte, tra gli altri, a “La tenerezza” di Gianni Amelio, a “Muti - The Ritual Killer”, produzione internazionale con Morgan Freeman, e a “Le mie ragazze di carta”. Negli ultimi anni ha alternato fiction popolari, ruoli civili e ritorni al teatro. Nel 2026 è stato protagonista anche del film tv “Tempi supplementari”, per il ciclo “Purché finisca bene”, e della tournée teatrale di “A casa tutti bene”, adattamento per il palcoscenico firmato da Gabriele Muccino.

I prossimi impegni

Prossimamente lo vedremo invece nei panni di Giovannino Guareschi nel film tv Rai “Giovannino Guareschi - Non muoio neanche se mi ammazzano”, diretto da Andrea Porporati e dedicato allo scrittore che ha creato i personaggi di don Camillo e Peppone. Un ruolo importante, che aggiunge un nuovo tassello a una carriera costruita tra teatro, televisione e cinema, ma sempre con uno sguardo rivolto alle storie popolari e ai personaggi capaci di parlare a un pubblico largo.

«Ho preso quel diploma all’Istituto Nautico per i miei genitori, io ho sempre sognato di fare l’attore. Ma a Vibo Marina non c’era un cinema né un teatro. Ricordo che andavo all’edicola del paese a prenotare i fascicoli della storia del cinema e, quando arrivavano, i film in videocassetta, un’atmosfera da “Nuovo cinema Paradiso” e infatti quando rivedo questo film mi commuovo tutte le volte».

Il legame con Vibo Marina

I genitori di Giuseppe vivono ancora a Vibo Marina e, quando è libero dai tanti impegni, l’attore non perde occasione per correre a riabbracciarli, portare un saluto agli amici di un tempo e respirare l’aria dei luoghi in cui ha vissuto da ragazzo prima di approdare alle luci della ribalta. Una carriera nazionale, la sua, ma con un punto fermo che resta lì, davanti al mare di casa.