I consiglieri comunali d’opposizione Bulzomì e Arcella citano la relazione del sopralluogo della Regione: «In quella circostanza il sindaco dichiarò che la zona individuata verrà classificata come area industriale nel Psc»
Avviso di conclusione indagini della Dda di Catanzaro per la consorteria di Sant’Onofrio, per il collaboratore di giustizia vibonese Andrea Mantella ed un avvocato
Un residente di località Castelluccio lamenta la condizione vergognosa in cui versa il manto stradale nei pressi della sua abitazione: «Disagi più volte segnalati ma mai realmente affrontati»
I consiglieri d’opposizione Riga e Lopreiato insistono sull’inidoneità del sito: «È sottoposto a vincoli». E attaccano ancora Maragò: «Ormai è un uomo al tappeto»
Respinta al mittente l’obiezione sollevata dai consiglieri di minoranza Riga e Lopreiato sui vincoli di natura ambientale e idrogeologica. «Si tratta di criteri tutori - afferma -. La loro è tecnica da lupi»
Per i rappresentanti dell’opposizione il sito al vaglio dell’Ato «è sottoposto a vincolo ambientale e idrogeologico». Nel frattempo il sindaco Maragò condanna l’atteggiamento di chiusura del comitato e rilancia: «creerà occupazione»
Era stato recuperato nei pressi dello svincolo per Gioia Tauro e portato nel Centro di manutenzione Anas a Sant’Onofrio. Ieri il trasferimento nel canile di Vibo Valentia
Tutto pronto nel paese alle porte del capoluogo di provincia dove si prevede il consueto bagno di folla per un appuntamento ispirato al “Grande cinema”
Nei giorni scorsi il sindaco aveva invitato il comitato per il “No” ad una visita guidata in un impianto simile a quello che dovrebbe sorgere in località Palombara. Bulzomì e Arcella: «Metodi da ex Unione Sovietica»
A sollevare il caso i consiglieri comunali d’opposizione Pietro Lopreiato e Paolo Riga che si sono rivolti all’Autorità nazionale anticorruzione mettendo in evidenza l’incarico rivestito da Maragò nella struttura regionale che gestisce il Piano rifiuti
L’Ato n. 4 di Vibo Valentia non ha ancora sciolto le riserve. Fiducioso il sindaco Maragò che annuncia la volontà di chiedere alla Regione il risanamento dell’ex discarica comunale a titolo di compensazione ambientale
È accusato di aver premeditato e pianificato l’omicidio del 12 luglio 2004 nei pressi dell’abitazione della vittima che stava rientrando dall’ospedale di Vibo
Accolto il ricorso dei difensori contro l’ordinanza di custodia cautelare a carico dell’esponente dell’omonimo clan di Sant’Onofrio, accusato di essere il mandante dell’omicidio di Domenico Di Leo
È accusato di aver premeditato e pianificato l’omicidio del 12 luglio 2004 nei pressi dell’abitazione della vittima che stava rientrando dall’ospedale di Vibo
L’inchiesta della Dda di Lecce coinvolge 87 indagati e fra loro anche i Bonavota di Sant’Onofrio e personaggi reggini ritenuti vicini al clan Paviglianiti di San Lorenzo
I carabinieri, con il supporto dei Nas e dell’ispettorato del lavoro, nel corso di controlli a varie attività di ristorazione, hanno riscontrato la presenza di oltre 700 chili di cibo in cattivo stato di conservazione e un cuoco non assunto.
In vista delle elezioni comunali. Il professionista è stato indicato al termine di un’assemblea che ha però registrato pesanti defezioni dell’area guidata dal giovane Giuseppe Disì, che ora lancia pesanti strali: «Volevano imporre un pacchetto preconfezionato».
Nuovi dettagli emergono dall’inchiesta che ha portato all’arresto del killer al soldo dei Bonavota, Francesco Fortuna. Tra estorsioni e vertici di ‘ndrangheta nelle case di inermi cittadini.
L’attività di indagine ha permesso di ricostruire tutta la vicenda che ha portato all’eliminazione di Di Leo, divenuto “pedina” scomoda per il suo clan. Non solo un movente ha determinato l’omicidio.
Fu tra il 2002 e nel 2004 che nel Vibonese si ebbe la gestazione di un nuovo cartello mafioso antagonista del clan Mancuso di Limbadi, fino ad allora padrone incontrastato della Provincia, di cui la famiglia di Sant’Onofrio fu capofila.